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RIZZICONI E DINTORNI.
Reggio Calabria:
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Testa del Filosofo e testa
di Basilea (Bronzi).
Così definita per le sembianze convenzionali con cui l'arte greca rappresentava gli intellettuali e gli uomini di pensiero. Si tratta di un vero e proprio ritratto fisionomico a grandezza quasi naturale in cui i particolari somatici sono fortemente individualizzati: occhi piccoli e infossati, fronte ossuta e corrugata, incipiente calvizie, naso aquilino, guance rilassate, lunga barba. Secondo la datazione proposta da alcuni studiosi (460/50-440/30) farebbe di quest'opera uno dei primissimi esempi di ritratto nell'arte greca; Ma secondo altri studiosi che abbassano la cronologia tra la fine del IV ed i primi decenni del III sec. a.C. la testa sarebbe invece da attribuire ad un relitto diverso, sovrappostosi a quello che ha restituito il carico commerciale di un secolo precedente.
L'altra testa è nota come « Testa di Basilea» per essere stata acquisita dal museo di quella città ma restituita negli anni '90 al governo italiano in quanto risultata oggetto di un trafugamento illegale da parte di clandestini all'epoca della scoperta del relitto. Imputabili a queste vicende sono i vistosi danni alla patina del volto provocati da sostanze chimiche aggressive con cui è stata tentata una pulizia. La testa è stata datata intorno alla metà del V sec. a.C. per i richiami allo stile di Fidia; la presenza di tratti somatici idealizzati fa supporre che si tratti di una figura divina o quanto meno mitica oppure di un personaggio regale. |
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