La Via
popilia nel nostro territorio attraversava luoghi
di incomparabile bellezza, resa ancora più attraente dalla
varia e ricca vegetazione, di cui, la fanno ancora da padrone
i giardini di aranci e mandarini, e i maestosi ulivi, che
Maxime du Camp, venuto a Palmi nel
1860, al seguito della spedizione dei Mille, definì
più belli degli ulivi di Smirne o dell'Attica.Cinque milioni
di piante sparse tra Gioia Tauro e l'Aspromonte, di cui la
maggior parte sono ulivi saraceni di trecento, quattrocento
anni. Le antiche varietà: Coccitana o Sinopolese, Carolea,
Ottobrarica e Tombarella, da pochi anni sono state affiancate
o sostituite dalle cultivar Cassanese, Leccino e Roggianella,
dalla drupa più grossa e sviluppo della pianta contenuto.
Contrariamente a quanto succedeva nel passato, oggi, nella
piana, si ottiene olio di altissima qualità
"La più parte ( dei trappeti) sono
alla genovese. Gli ulivi generalmente danno meno copia di
ciò che potrebbero perché vi si usa l’acqua sporca.
Le pietre de’ torchi sono di cattiva qualità. L’olio
si conserva dentro vasi di creta. Alcuni pochi hanno cisterne
di lavagne.
— Il dottor fisico Don Marcantonio
Frangipani di Casalnuovo ha fatto una sperienza di affumare
con zolfo e legni, mentre le ulive erano piene di vermi sul
nascere, ed è riuscito ad ammazzarne la più parte. Non caddero
tutte le ulive, ma ne’ luoghi vicini caddero in maggior
numero. Si attendono ulteriori sperienze a conferma di ciò
.— Vini.
I buoni vini della Piana sono di Rosarno, Gioia; Seminara,
Drosi e Rizziconi meno degli altri.
— Il detto Signor Dottor Fisico
ed il Dottore Don Giuseppe Maria Chitti promettono delle notizie
sulla Piana.
— Seta. La seta ci è in copia
e mal tirata. Questa industria va decadendo. I gelsi non sono
soppiantati.
—Ortaggi. Nelle Piana ci sono
gran coltivazioni di cocomeri e poponi ed anche cocozze, i
quali fanno bene nelle terre pille. Abbondano in Rosarno,
San Martino, Radicena e Jatrinoli.
Tratto da: Giuseppe Maria GALANTI,
Giornale di viaggio in Calabria (1792). Edizione critica a
cura di Augusto Placanica,
Napoli, Società editrice Napoletana, 1981.