IL
CAPRAIO " U CRAPARU"
Era
un personaggio originale, intraprendente, coraggioso e abile.
In sostanza era un pastore senza
terra, un allevatore senza fattoria poiché avendo il gregge e
non possedendo pascolo, portava le capre in giro per le strade di campagna
ai bordi delle quali cresceva buona erba che le capre brucavano assieme
alle cime tenere dei rovi e alle foglie di robinia.
S
i
alzava di buon mattino e prima di portare gli animali in giro per le
mulattiere, li portava per le strade del paese ora infangate, ora polverose.
Si fermava davanti ad una porta, afferrava la capra di turno e
con abile mosse la mungeva facendo schizzare il latte dentro un misurino
di latta che poi versava dentro una tazza di terracotta, un bicchiere
di vetro, un barattolo di lamiera che si era fatta costruire apposta
dal magnano (coddararu ).
Se il recipiente era
di capacità conosciuta il capraio, con fine maestria, faceva
entrare lo schizzo direttamente nel contenitore, producendo una
copiosa quantità di schiuma bianca e profumata. La signora aspettava.
Il capraio le dava la tazza col latte e si prendeva le monete che questa
gli porgeva in cambio.
Francesco Lopreste