IL POETA,
NOBILE DECADUTO.
IL CETO SOCIALE
LE TRAVI A VISTA.
OGNI
MALE NON VIENE PER NUOCERE.
ADULTI SI, MA
SENZA MATURITA.
COME L'ARABA FENICE.
IL MIO AMICO ANTONIO EMIGRATO A SESTO SAN GIOVANNI (MI).
Tanti anni fa, diciamo nel 1968,
andai a fare visita ad Antonio, un mio amico e compaesano che era emigrato
a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, per motivi di lavoro.
Mi aveva invitato più volte a casa sua e visto che in quel periodo
abitavo a Lecco perchè lavoravo nelle Ferrovie dello Stato, mi
decisi di andare a fargli visita.
Non potei avvisarlo prima perchè non aveva il telefono ( in quel
periodo ce n'erano veramente pochi in casa), e così, una tarda
mattina di una Domenica di ottobre, mi recai a Sesto S. G., cercai la
via ed il numero civico che il mio amico mi aveva fornito prima, salì
la scaletta esterna che portava al primo piano del cascinale e li, tra
tutte le porte allineate su una specie di balcone esterno, scelsi quella
giusta e bussai.
Vecchia e robusta, la porta di legno si aprì ed il mio amico
mi apparve davanti alquanto sorpreso. Sicuramente non mi aspettava;
ma superato il primo momento di stupore, mi abbracciò e mi invitò
ad entrare in casa.
L'ambiente interno non si poteva certamente definire lussuoso.
Attorno ad un tavolo quadrato, coperto da una tovaglia verde e fiorellata,
erano seduti la moglie e due bei bambini che mi guardarono curiosi ma
sorridenti.
Antonio mi invitò a sedermi sulla sedia che egli aveva appena
liberato e lui rimase in piedi. Capì subito che restò
dritto e impalato perchè di sedie ne aveva solo quattro.
Questo mi rattristò molto.
Dopo qualche minuto, con la scusa che fossi solo di passaggio e avessi
poco tempo, li salutai frettolosamente, promettendo loro che sarei tornato
in altra occasione.
Riflettendo su quanto accadutomi in quella giornata, capì perchè
mia moglie mi dice spesso che ho la mania di comprare sedie ad ogni
occasione.